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Sagrestia del Vasari, Chiesa di S. Anna dei Lombardi, Napoli novembre 2017

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Storie

✍️ souvenir d’Italie

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Il viaggio in Italia rappresentò per Vernon un punto di svolta. Una sorta di presa di coscienza dopo essersi dannato per anni. L’evento, per la verità, non fu voluto ma esplose d’improvviso in modo del tutto inaspettato sorprendendo l’attore che, così, si affrancò per sempre dalla nutrita schiera dei tormentati, di coloro che si pongono domande di continuo, che annaspano disperati nei dubbi.

Quando realizzò, così da un momento all’altro e nel bel mezzo di una piazza affollata di gente sconosciuta e di sole, provò a resistere, ad opporsi a se stesso. Ma era tardi e dovette soccombere sotto l’evidenza dei fatti, che gli piombarono addosso come una miriade di asteroidi incandescenti.

Il sorriso di una dolce e graziosa fanciulla dagli occhi a mandorla catturò la sua attenzione interrompendo solo per un attimo quello che sarebbe stato un lungo e sfiancante almanaccare. Per qualche frazione di secondo si illuse di aver fatto breccia ma, in breve, fu chiaro che la soave apparizione non voleva nient’altro che farsi scattare una foto ricordo, un souvenir d’Italie. Si pose così al centro dell’ampio e storico spazio soleggiato e lì rimase per un tempo indefinito, di certo lungo abbastanza da spazientire più volte la bellezza accovacciata in posa.

Chissà se la causa scatenante fu il lampo del flash, ma fu proprio in quell’istante che un fiotto di calore lo pervase dallo stomaco alla testa, e il cuore iniziò a galoppare, battendo tanto forte da piegare lo sterno. A 57 anni , per la prima volta, si rese conto di aver  perso una quantità considerevole di vita senza mai viverla. Nell’inseguire il miraggio che, prima o poi, gli ideali calpestati e vilipesi si sarebbero riappropriati della loro funzione vitale, anche grazie al suo impegno. Nello sperare che la fiducia nel prossimo e il rispetto  delle regole potessero, prima o poi, trovare un riscontro.  E, invece, non aveva fatto altro che sperperare dissennatamente  minuti e secondi, nonostante l’evidenza ingravescente e irreversibile di un sovvertimento totale e folle. L’impostura regnava sovrana e nulla e nessuno mai avrebbero potuto scalfirla, scalzarla dai troni sparsi ovunque.

Era ormai ora di rimediare. Prima dell’ineluttabile fine era necessario, impellente, fondamentale vivere appieno, senza perdere più nemmeno un millesimo di secondo. Assecondando solo se stesso, le sue esigenze, i suoi desideri e le tante curiosità accantonate. Non fu facile, timido quale era,  ma la magia di quell’attimo fuggente, in uno con l’istinto di sopravvivenza, riuscirono a compiere il miracolo. 

Quella sera, tra sushi e chianti, festeggiò con inedita gioia la sua rinascita, non certo casuale come la prima.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Firenze, 2017

 

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Scavi di Oplonti (Torre Annunziata-Napoli), Villa di Poppea: peristilio, novembre 2017

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Firenze, 2017

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