Nikon DP

Vieste, Novembre 2018

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Fotografia & Arti visive

∞ 0189

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Olympus Digital Camera

 

Portrait, Napoli luglio 2018

Fotografia & Arti visive, Uncategorized

∞ S28

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Storie

✍️ SP200

UnknownLunghe e articolate furono le concioni prima che il Padre e la Madre dessero il loro assenso incondizionato. Stavolta avrebbe fatto tutto a modo suo e, di certo, non sarebbe finito sulla croce.

Si preparò dunque per la sua seconda missione, con smania crescente in vista dello sconquasso che aveva in mente di fare.

Ad occhi chiusi stese un dito sulla mappa del mondo e li riaprì solo quando il polpastrello riuscì a bloccare con decisione il globo rotante. Rimase perplesso ma accettò il verdetto del caso e, in men che non si dica, si fiondò sulla meta indicata.

La provinciale 200 era sommersa dalla neve e in giro non c’era nemmeno un cane. Il freddo becco lo costrinse ad affrettare il passo e dirigersi verso il paese più vicino, nomato Pettinengo. Avanzando rifletteva sulla strategia che, di certo, sarebbe stata ben diversa dalla precedente: niente più esortazioni alla pace e all’armonia, all’amore. I tempi troppo guastati richiedevano un’azione incisiva, dirompente. Necessariamente violenta

Girò in lungo e in largo per giorni, poi si diresse speranzoso a Pollone, quindi a Zumaglia, Vigliano, Andorno, Bioglio e Sagliano, spingendosi infine fino a Netro. Sempre più sorpreso e avvilito: mai avrebbe immaginato che la sua predicazione si sarebbe persa ripetutamente nel vento. E che sarebbe stato ingiuriato e percosso. Scacciato ovunque al pari di tutti i diversi dagli autoctoni montanari.

Preso atto, dunque, dell’assoluta inutilità del suo viaggio, rivelatosi molto più inconcludente del primo (almeno, allora, dodici seguaci storto o morto gli erano stati vicini), decise che era meglio riprendere la strada del ritorno. Impossibile quanto nocivo tentare un sia pur minimo dialogo con sordi e ciechi dediti al mercimonio. Miracoloso operare anche una sola conversione.

La provinciale 200, sotto il sole cocente s’era liberata dalla neve e, così denudata, gli sembrava familiare, come se  l’avesse già vista e percorsa. Così, del  resto, per i due viandanti che avanzavano dal fronte opposto. L’istinto gli disse di affrettare il passo, poiché ben sapeva che non avrebbe potuto contare su nessuno in caso di pericolo. E quel posto era pericoloso assai, zeppo com’era di facinorosi ostili allo straniero, sia pure solo di altra contrada.

Il suo istinto non sbagliava. Come furono vicini i due manigoldi, vestiti a festa e sorridenti, lo aggredirono con ferocia tempestandolo di calci, pugni e stilettate. Coprendolo d’insulti e sputi. Urinandogli addosso e depredandolo d’ogni cosa: trofei da esibire nelle piazze per lo scontato tributo e l’ingresso nella leggenda. 

L’agonia durò poco, stavolta e per sua fortuna. Fortuna che, misericordiosa, gli  concesse persino la morte eterna.

 

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Catacombe di S.Gaudioso (IV-V secolo), Affresco (quel che rimane) di S.Caterina da Siena (Giovanni Balducci, 1600..ivi sepolto), Napoli dicembre 2018

Fotografia & Arti visive

∞ 0194

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Storie

✍️ a Plymouth

Flag_of_Plymouth,_MassachusettsIl generale Robert Edward Lee informato dei fatti di Waynesboro, della temeraria impresa delle sue donne, ritenne doveroso inviare un suo messo acciocché  ricevessero il tributo della confederazione tutta. Di suo pugno elogiò il coraggio con cui avevano affrontato e annientato una compagnia nordista e promise loro una medaglia al valore che avrebbe personalmente consegnato a conclusione della campagna di Wilderness. 

Jane Dawson, sfumato un’improbabile amore sbocciato solo nella sua testa , per qualche tempo si dedicò alle ordinarietà della vita quotidiana,  finché un bel giorno si sentì pronta a partecipare in modo attivo al conflitto. Quando, cioè, giunse l’emissario del generale che la pregava, con una missiva segreta, di raggiungere il territorio nemico e di carpire informazioni sulla flotta navale alla fonda di Playmouth.

Il commodoro Randolph Scott, fresco di nomina e di separazione dalla moglie, tentava di annegare la gioiosa malinconia, di cui era pervaso da giorni, nel pessimo bourbon di una taverna dell’angiporto. Non gli parve vero, dunque, che quella bella donna del tavolino di fronte potesse sorridergli, invitante. Tant’è che si girò più volte per essere sicuro che non guardasse oltre, conscio dei propri limiti.

Le prime luci dell’alba scovarono i corpi dei due placidamente distesi in un letto del Gladstone Hotel. Il commodoro dormiva russando sommessamente Jane invece, con gli occhi spalancati,  ripeteva mentalmente ogni dettaglio sulla flotta che l’ufficiale le aveva fornito senza colpo ferire. Non doveva fare altro che alzarsi e, approfittando del momento, eclissarsi e far ritorno a Richmond, per riferire.

Ma non lo fece.

L’indomita Jane, spauracchio di Waynesboro e dintorni, non poteva continuare in eterno a fare la schizzinosa. Perciò al dovere verso la patria preferì quello verso se stessa. Bisognava solo convincere l’uomo che le stava accanto a fare altrettanto. Quell’uomo straordinario che per una intera notte non l’aveva sfiorata nemmeno con un dito. Quell’uomo così fieramente attaccato alla sua diletta bandiera da non staccarsi mai dalle immaginette di Lincoln e Grant. 

Il sole lieve del tramonto li colse abbracciati, in coperta, sull’imbarcazione che solcava un’atlantico calmo come non mai. Randolph non aveva esitato minimamente: in una sola frazione di secondo aveva ripudiato la causa e se stesso.

Le loro vite passate erano rimaste per sempre nei vestiti dismessi sul letto dell’hotel.  Le nuove, invece, erano salpate assieme al vascello per Playmouth, nel vecchio mondo, sfidando il destino.

Non si meravigli, dunque, il lettore se inopinate onde di burrasca, appena superata la baia, inghiottirono il brigantino inglese in men che non si dica. Né si meravigli se l’unico superstite al disastro fu la nostra Jane.

 

 

 

 

 

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