Storie

✍️ la posta in gioco

 

Olympus Digital Camera

Il tentativo di sospendere il flusso incessante di pensieri sembrava essere riuscito, poiché il sonno ebbe in breve il sopravvento, nonostante qualche immagine erotica in sottofondo battesse ancora grancassa. Moleste, come sempre. Tuttavia si rese ben presto conto che l’es, astuto e prepotente, aveva solo indugiato nel mentre  operava le sue mirabili manipolazioni, acciocché potessero riemergere sotto mentite spoglie e farcite. Il suo riposo, dunque, non fu ristoratore, o lo fu poco, poiché fu animato da moltitudini di volti, emozioni e situazioni che mutarono i sogni in incubi o loro succedanei.

Purtuttavia privi degli ospiti fissi, per sua fortuna. Di coloro  che, implacabilmente e sia pure come figuranti o comparse, dilagavano ogni notte indisturbati nelle praterie dell’incoscienza. Demoni di sempiterno livore e di sciagure. Memento di misfatti delittuosi irreparabili.

Spossato, dunque, ma contento di averla fatta franca, si ridestò alla scontata riscossa dei tarli compiacendosi, dopo un rapido check, di essere ancora apparentemente a posto. E si avviò ad affrontare la prima battaglia della giornata,  sperando di aver ragione del proprio intestino, e in tempi non estenuanti. 

La depilazione richiese impegno e grande attenzione sin dalle prime luci dell’alba. Probabilmente l’ultima della serie, poiché col laser aveva deciso di potare per sempre quei fili spinati che si ostinavano a spuntare laddove non avrebbero dovuto. Con innato talento, e il supporto di una farragine di creme e polveri, tratteggiò poi un make-up che avrebbe di certo stupefatto una geisha di primo livello. Lasciando i capelli per ultimi, nel pomeriggio inoltrato, per acconciarli in uno chignon alto e panciuto. Suo malgrado, data l’ora tarda, fu costretta a sorvolare sulla oculata scelta dei vestimenti, optando in fretta e furia  per un tubino di chiffon rosso , scarpe a tinta e parure di perle. Tirandosi la porta, avvolta nella nube del suo profumo preferito, sorrise pensando allo sconvolgimento che avrebbe causato al poverino che l’aspettava. Un’illuso attempato col quale giocava già da un po’, non avendo al momento altro di meglio da fare.

Benché non fossero mai giunti al dunque, e benché lo desiderasse tanto, si accontentava. E avrebbe continuato a offrirle cene, viaggi e regali pur di tenerla solo accanto, affascinato  dall’allegria e dalla frizzante avvenenza che sprigionava. Consapevole che, vecchio e difettoso qual era, di più non avrebbe potuto sperare. 

Forse fu per il vino, forse per la magica atmosfera creata dalla musica in sottofondo, forse per la sua insolita fresca disinvoltura, forse per quel sorriso indifeso, forse per tenerezza o forse per tutte queste cose insieme, che decise che quella notte il gioco si sarebbe spinto oltre. E avrebbe donato allo stagionato spasimante una notte di fuoco. 

Da allora provarono a non vedersi  più.

Lei non giocò più sporco. Lui imparò a giocare.

Gli ospiti fissi, non più assecondati nel gioco loro, sparirono.

 

Standard

Olympus Digital Camera

Napoli, febbraio 2021

Fotografia & Arti visive

∞ S33

Immagine

Olympus Digital Camera

White Peacok, Napoli, febbraio 2021

Fotografia & Arti visive

∞ S31

Immagine

 

Olympus Digital Camera

Due, Caserta Vecchia, febbraio 2021

Fotografia & Arti visive

∞ 233

Immagine

 

Panaleica

Buio comunque, Napoli-novembre 2020

Fotografia & Arti visive

∞ 232

Immagine