✍ L’ultima porta

Bussano alla porta. Sonoramente, costantemente, insistentemente. So chi è. Succede tutti i giorni, più volte al giorno. Sono i creditori che vengono a riscuotere. Gli sbagli che debbono essere pagati. Mi alzo, ormai con calma, prendo il sacchetto dei soldi e apro. Sono in fila. L’uno dietro l’altro, senza ordine cronologico. Non fiatano. Tranne uno, a metà coda, che sbraita e si agita, gli altri sono tranquilli. Con la mano tesa pronta a ricevere il loro giusto guiderdone. Non ci guardiamo nemmeno in faccia. Non è necessario. Loro non ne hanno.

 

Mike Bongiorno è dietro il suo palchetto. Mi guarda, si toglie gli occhiali e sollecita la mia scelta. Non è allegro come al solito, è serioso e controlla continuamente l’orologio. Io sono alquanto incerto, come sempre. Davanti a me ci sono molte porte. Forse venti o trenta. Ne debbo aprire una. Un sudore gelido mi pervade, da capo a piedi. Vorrei sapere, avere certezze. Mi guardo intorno, disperato, alla ricerca di qualche indizio, di qualche aiuto. Le sedie sono vuote. Pubblico non ce n’è. E Mike mi guarda con occhi di ghiaccio, gelidamente asettici. Il ticchettio del grande orologio mi crea angoscia. Ho poco tempo.

 

Un fracasso alle mie spalle mi fa trasalire. E mi giro. La corrente ha aperto delle porte che ora sbattono in continuazione. E il vento penetra furiosamente. Solleva polvere e cicche, si inerpica in mulinelli suggestivi quanto inquietanti, ulula e poi mi raggiunge. Colpendomi alla nuca e sul volto. Fa male. Avanzo di qualche passo per scansarlo. Ma lui non molla, non può. E mi insegue, mi perseguita, mi sospinge.

 

Mike Bongiorno mi avverte che mancano pochi secondi. Comincio a correre, avanti e indietro, davanti a quelle porte chiuse. Il panico mi assale. Aguzzo i sensi e ascolto con attenzione il cuore. Che batte all’impazzata. Poi, improvvisamente freddo e determinato, mi dirigo senza esitazioni verso l’ultima porta. La apro e la richiudo alle mie spalle. Affannato ed esausto mi appoggio un attimo allo stipite. E riesco a sentire Mike che urla “Allegria, Allegria”.

 

✭ ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale

 

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