Storie

✍ l’ultima tentazione

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Coi gomiti sul davanzale e la testa sorretta dalle mani aperte e congiunte, osserva il mare placido, rasserenante. All’orizzonte una grossa sagoma scura avanza lemme , fendendo con delicatezza le acque blu immobili. A pochi metri dalla finestra i passanti sfilano distratti, presi dalle loro vite. I loro volti, per un attimo, svelano all’osservatrice pensieri e affanni. E lei, curiosa e attenta, li afferra e li decifra. È il suo svago preferito, dopo la lettura e i viaggi.

I capelli, un tempo rigogliosamente ribelli e ramati, sono raccolti in uno chignon, ridotti in numero e imbiancati dall’età, tranne qualche sparuto ammutinato. Non hanno mai conosciuto l’onta della tintura grazie alla testa che li sostiene, immune dai fronzoli della vanità e delle convenzioni. Gli occhialini, riverberanti e accesi dal sole, nascondono due smeraldi appena immalinconiti dalle palpebre, segnate e appesantite dai milioni di movimenti che ne hanno animato l’attività. Anche il volto, piuttosto irregolare e picchiettato qua e là da impurità e macchioline caffèllatte, è solcato dalle rughe del vissuto. Il corpo, invece, è riuscito ad opporsi all’ineluttabile, e conserva forme e tono sorprendentemente intatti, tranne sui fianchi dove le zolle di cellulite si sono moltiplicate a dismisura. Alle sue spalle di odono rumori di sedie spostate e colpi di tosse, E’ il suo compagno, dal quale non si è mai separata, nemmeno per un minuto. Sin dall’infanzia.

L’inconfondibile sagoma di Gianni spunta improvvisa tra la gente, proprio sotto i suoi occhi, il mattino di un venerdì. Mentre sta per chiudere le imposte, al termine del primo turno di analisi. Ridotti ad una fessura, squadrano con emozione quell’esile individuo che avanza con la testa tra le nuvole e le mani in tasca. Trasognato e trasandato, come allora. Lo segue fin dove può, sporgendo il capo fin quasi a cadere, con il cuore in subbuglio e il cervello eruttante ricordi. Rimane impietrita e inebetita, ma certa della visione. Dopo quasi 30 anni Gianni è riemerso dal nulla, lì a due metri dalla sua finestra. Chiude gli scuri, per impedire al calore di entrare, decisa a farsi avanti, a fermarlo, nel caso in cui dovesse ripassare. Ma, una volta dentro, si rende conto che non lo farà mai.

Non riesce, per quanti sforzi faccia, a focalizzare dove si fossero conosciuti la prima volta, ma ricorda alla perfezione, fin nei minimi dettagli, il periodo in cui la loro frequentazione fu così intensa da toccare l’amore. Platonico quanto impossibile, almeno per lei. Gianni era un ragazzo molto sveglio, intelligente ma disarmante nella sua innocenza infantile. Quell’innocenza che per molti era considerata un difetto insormontabile, per lei invece fu attrazione fatale. Molti lo schernivano considerandolo uno sciocco fuori dalla realtà e un imbecille credulone ed idealista. Un masochistica alla mercé dell’egoismo e della malizia del prossimo. Sempre pronto ad offrire il cuore e le guance. Nonostante la caterva di schiaffi che , imperterrito continuava  a prendere. Passavano intere giornate, ovunque si trovassero, a parlare e discutere. Pendendo dalle sue labbra ascoltava in religioso silenzio e sembrava recepisse i suoi insegnamenti, crescere all’ombra della sua concreta e ponderata saggezza. Invece ritornava all’ovile contrito e bastonato, come e forse più di prima. La sua testarda, innata e irrecuperabile innocenza, però, fece una breccia enorme nel suo cuore. Nessun altro all’infuori di quel piccoletto tenero e simpatico, avrebbe saputo e potuto fare di meglio. Scardinò con dolcezza e pazienza ogni lucchetto, tranne uno , l’ultimo, la cui chiave forse non era mai stata forgiata. Solo con lui si sentì veramente compresa, ascoltata, amata. Quei pochi mesi furono i più belli della sua vita. Gli unici.

Quando si rese conto che il ragazzo stava attaccandosi e avvicinandosi pericolosamente, con lei parecchio vacillante, capì che era giunto il momento di sparire, prima che il male potesse soppiantare il bene. Conscia di non poter spingersi oltre, si eclissò per evitare che la magia divenisse orrore e sofferenza.

Gianni passò molte altre volte sotto quella finestra senza mai accorgersi degli smeraldi che, nel buio della finestra, lo miravano con nostalgia. E lei resistette sempre alla tentazione di scendere in strada e riabbracciarlo. Gli avrebbe fatto solo del male. Eufrasia serrò  così quelle imposte  per sempre, rientrando senza più resistenze nel destino che le era stato assegnato alla nascita, in quella mortifera e ignobile endofilia dalla quale non era mai riuscita ad affrancarsi.

✡ orapcfoaèpc
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2 thoughts on “✍ l’ultima tentazione

  1. Ah ecco. Stavo per domandare come mai un secondo racconto relativo a due persone che si incontrano nuovamente dopo anni.
    Poi mi verrebbe di chiederti il motivo di alcuni tag.

    Ma mi sa che ti scrivo e mi tolgo i dubbi.

    Cmq l'”onta della tintura” un par di palle.

    • Ti sono grato…e non solo per aver apprezzato il racconto ma anche e soprattutto per la risata che, spontanea, ha allietato le mie labbra (ancora tramortito dalla sveglia, prima del caffè e in un momento peggiore rispetto allo standard, ..ma questa è altra storia) nel leggere l’ultimo rigo. L’efficacia è stata superiore ad una flebo di paroxetina o equivalenti.

      Con grande affetto ti auguro un’ottima giornata

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