Storie

✍ l’anima gemella

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Non appena finì, ricadendo pesantemente sul letto, non ebbe il conato. E nemmeno il solito forte impulso a scappare a gambe levate. Il cuore sobbalzò per un misto di timore e speranza. Forse finalmente l’amore stava bussando alla sua porta. E non riusciva a decifrare se ne era più spaventato o felice.

Sottecchi l’osservò con molta attenzione, e confermò a se stesso che la prima impressione non l’aveva ingannato. Anzi, ora che guardava meglio, ora che la frenesia era finita, sembrava ancor più bella. Con quei capelli biondi sparpagliati sul cuscino, col petto ansante e le labbra ancora tumide di sesso. Si trattenne dallo sfiorarla e, con movimento leggero, si girò verso di lei per osservarla, per rivivere quei momenti di vera lussuria. Non gli era mai capitato. Nessuna, mai, era stata così audace e spregiudicata, riservandogli sorprese tanto forti quanto inaspettate. E lui certo non s’era tirato indietro anzi, si era scatenato come una bestia. E lei a rispondere, colpo su colpo. Sopravanzandolo persino. Sovvertendo posizioni e regole. Inventando con arte e malizia, ed esperienza. Nessun ostio fu risparmiato. Ad un certo punto stava per cedere, esausto. Poi l’orgoglio lo aveva tirato sù ed era riuscito a riprendere il controllo del campo. Per fortuna a partita praticamente finita.

Senza far movimenti bruschi scese dal letto e si diresse in bagno. Aveva urgenza di vuotare la vescica, sebbene lo stato erettivo ormai permanente non avrebbe certo agevolato l’operazione. Si mise così in posizione aspettando che la forza del mitto vincesse quella dei corpi cavernosi congesti e lignei. Fu solo allora, mentre con gli occhi vagava sulle mattonelle in paziente attesa, che si accorse della scia di sangue alle sue spalle. Il pene si afflosciò d’incanto e l’urina, a lungo trattenuta, esplose senza più ostacoli mentre lui compiva un mezzo giro di perlustrazione. Spandendosi così sui muri e sul pavimento, sui bordi del cesso, sui piedi e persino sul vicino lavandino. Seguì, col cuore in gola, la scia ematica fino alla fonte. E impallidì e vacillò quando vide la grossa chiazza rossa nello scavo dove prima c’era il suo culo. Pose con garbo, istintivamente, la mano tra le natiche e la ritirò intrisa di sangue in parte rappreso. Maledette emorroidi, pensò. E rimase impalato senza sapere cosa fare.

Fu allora che la bionda si svegliò, come se avesse avvertito qualcosa. E la sua bocca si aprì n un sorriso smagliante. Poi si appoggiò con un gomito sul letto e l’invitò da lei. Per un altro match. Lui rimase sempre fermo, pallido e preoccupato. E anche imbarazzato per l’inconveniente. Se lei avesse abbassato gli occhi avrebbe certamente visto quello schifo e chissà, forse lo avrebbe respinto, inorridita. Forse anche per sempre, se avesse poi scoperto la latrina al di là della porta. Capì così che era cotto di lei, che non poteva più farne a meno. Che aveva trovato la sua anima gemella.

Lei intanto avanzava, guadagnando centimetri verso di lui, con gli occhi fissi nei suoi. Lascivi e spietati. Decisa a tutto. Quando gli fu vicino si liberò del lenzuolo e, tra le sue cosce, apparve un fallo gigantesco, liberato dai legacci e proteso inesorabilmente verso il suo destino. 

Pianse ma per poco. I singulti di vergogna e di dolore, ben presto lasciarono il posto a quelli di piacere. E di passione. Quanto tempo sprecato, pensò, mentre veniva violato per la seconda volta. 

✡  orapcoaèpc

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9 thoughts on “✍ l’anima gemella

  1. Sono basita. Non tanto per il tema, quanto per la circostanza che finalmente qualcosa sembra finire bene in un tuo racconto. Oltretutto quel “finire bene”, appare connesso a una liberazione in ambito sessuale… E’ roba mia questa! E’ il mio ramo!
    La ricerca di oggi è stata “ostio” e “mitto”.

    • In altre parole una titolazione di coda esaustiva quanto efficace….Sai che un tempo, nel 700 mi pare, le virgole avevano l’aspetto grafico di “verghette” ?

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