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post scriptum #2 (in risposta a estikazzi)

Ogni volta che torno a casa spero (col cuore in gola) di non trovare nulla nella cassetta delle lettere: ormai pericolosissimo quanto esclusivo ricettacolo di bollette. Ma, di solito, lo sconforto è sistematico, poiché quasi mai essa appare vuota. Anzi, se il suo digiuno si dilunga, l’imminenza di una valanga è preannunciata.

Le bollette, una volta pagate, vanno custodite gelosamente per tutta la vita. Cosa che faccio regolarmente, poiché non manca mai, sempre a distanza di molti anni (a tradimento), qualcuno che, minacciando penali mostruose e manette, pretende di impossessarsi nuovamente della stessa refurtiva. La lettera di cui nel post precedente è sbucata esattamente in occasione di una tale drammatica evenienza, facendola però passare in secondo ordine, anzi in terzo o quarto. Leggere e percepire, non intaccati dal tempo, emozioni e sentimenti proiettati da quei tratti grafici elementari ma efficaci, è stato un pugno nello stomaco. Per colui che, all’epoca (e anche prima), li aveva dati per scontati, sminuendone portata e bellezza. Così come un pugno nello stomaco è stato il rivivere il travaglio di scelte sbagliate, assai addolcite dall’indulgenza materna. In sostanza un’assoluzione da ogni responsabilità. Una sorta di benedizione. L’ultimo sconto erogato, poiché con lei i saldi sono finiti per sempre.

La pianta da conservare emblema di un passato che non sarebbe stato più possibile riparare o recuperare. Una sorta di istantanea di un guado, scattata dalla riva giusta. Un altro pugno nello stomaco.

Sopraffatti e contaminati da metalinguaggi banali e involuti, penso siano rimasti in pochi a poter essere in grado di scrivere una lettera, pur forniti di fruscianti e prestigiosi pezzi di carta, greche multiple sulle maniche e luccicanti galloni. Sia nella forma che nel contenuto. Anche io, per buttare giù queste poche righe, ho bruciato non so quante “brutte”.

Con la sola quinta elementare, invece, una donna (anziana per giunta) ha dimostrato, nei fatti, di saper essere in grado di trasmettere il sound dell’anima. In pochi minuti, di getto, con una matita e un pezzo di carta.

L’impossibilità dell’uomo a cambiare, a essere diverso, a coltivare i suoi lati migliori , sotto qualsiasi latitudine (tutto il mondo è paese), non può non essere un pugno nello stomaco, e anche bello grosso. Prendere atto, di continuo, a dispetto della speranza che non vuol morire, che tutto deve essere sempre sottosopra, che i cialtroni avranno sempre la meglio, di qualsiasi ceto e censo, è alquanto demoralizzante e, alla fine, destabilizzante. Prendere atto, di continuo, che le ricchezze (sempre non innocenti) hanno e avranno sempre il sopravvento e corsie preferenziali, è avvilente quanto frustrante, soprattutto quando per qualche attimo si è respirato una clima da “egalitè, libertè e fraternitè”. Prendere atto che la legge non è uguale per tutti (al pari delle tasse) è oltremodo umiliante . Prendere atto che i cialtroni inficiano criminosamente sogni e destini dei deboli, degli onesti e dei nessuno è totalmente devastante. Insomma essere consapevoli che la vita è solo un grande truffa in mano a bari e biscazzieri fa passare la voglia di viverla.

La falsa gemma, incautamente acquistata, infine, mi scazzotta continuamente e non solo allo stomaco, anche nei fianchi, a ricordarmi (casomai ve ne fosse bisogno), di quanto sono stato stupido e quanto meriti il dazio in essere da qui all’eternità.

Questo, in sostanza, mi ha detto mia madre.

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8 thoughts on “post scriptum #2 (in risposta a estikazzi)

  1. innanzitutto grazie per avermi erudito in maniera cosi tanto esaustiva. Ora so esattamente cosa intendevi quando ho parlato di “pugno nello stomaco”
    Se può consolarti, non sei il solo a godere delle gioie quotidiane della nostra variegata umanità. Continua comunque ad essere quello che sei, idiota, ingenuo, coglione, insomma una persona vera.
    Un abbraccio terapeutico
    Mariagrazia

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