Storie

✍2016

hpopen George solleva il capo dal libro che lo attanaglia sulla poltrona. Ha bisogno di riflettere su ciò che ha già letto e , al contempo, di riposare la mente per qualche secondo. Ormai mancano una ventina di pagine, o giù di lì, alla fine e non gli è ancora chiaro il disegno dell’autore. Se non a tratti. Poiché sa che non avrà né la voglia né il tempo di rileggerlo o che, magari, non riuscirà a finirlo, pur avvincente nella sua amarezza di fondo, cerca di fissarne i passaggi più significativi, quelli degni di essere conservati nello scrigno della memoria. E di evitare che quelli penosi, invece, vi si ficchino dentro, a disturbare il tutto. A creare disagio, sovrapponendosi ai primi. Ma, dentro di sé, è consapevole che non sarà possibile.

Il telefono squilla improvviso col display che gli mostra quel numero che, miracolosamente, è riapparso nella sua vita dopo quasi trent’anni. La sua voce è rimasta cristallina e gioiosa come allora. Chissà il suo corpo. Arde, crede, dalla voglia di rivederla e spera, forse, che quel filo spezzato possa riannodarsi. Due ore e cinquanta minuti preparano il terreno all’incontro che avverrà, è stabilito. Deve sbrigarsi, vestirsi in fretta e raggiungerla, prima che ci ripensi. Il tempo stringe, mentre il segnacolo cade sulla pagina 2016, ancor tutta da leggere.


		
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