Storie

✍️ le chiavi di basso

Dubbi e sospetti avevano, già da tempo, allestito nella mente del signor M una commedia ben articolata nel suo divenire, con tre atti e un finale scontato. Ma non così crudele quale, invece, si materializzò al sollevarsi del sipario, azionato da un banale imprevisto a svelare ciò che aveva nascosto sino a allora, con ermetica e vellutata complicità.

Già nel risalire le scale avvertiva un vago ma significativo senso di disagio, un déjà-vu al contrario, il cui nitore dopo avergli fatto decelerare i passi, gli suggerì con insistenza di invertirne il senso di marcia. Ma, invece di dargli ascolto, proseguì la salita, soffocando le voci di dentro. Illudendosi fossero bugiarde. Illudendo il senso del dovere mai posseduto: senza quelle chiavi dimenticate non avrebbe potuto usare l’auto per fare il rituale atto di presenza in ufficio.

Evanescenti figure umanoidi, nudi ectoplasmi aggrovigliati e mugolanti di piacere s’affannavano sotto i suoi occhi, incuranti della sua presenza. Non ebbe dubbi, dopo alcuni interminabili istanti, nel riconoscere la moglie che, a cavalcioni, sussultava gemendo su un individuo dalle sopracciglia cespugliose mentre si eccitata vieppiù agli apprezzamenti osceni, da postribolo, che l’uomo le recitava come un mantra.

Superata la crisi, abbastanza in fretta per la verità poiché da sempre uomo assai pragmatico e allergico agli ideali, decise che avrebbe accettato il triangolo. Non certo per amore, già appassito chissà da quando se non da subito, ma per mero calcolo, per convenienza: una separazione l’avrebbe costretto a disagi inenarrabili. Tuttavia aveva fatto i conti senza l’oste poiché la donna, la tenutaria del copione, atteso che da lui non avrebbe mai avuto risposte, decise d’intervenire e  d’incanto, una sera, gli fece trovare la  valigia all’uscio. E null’altro.

Seguì un periodo abbastanza buio, fatto di mense e ricoveri di fortuna, senza però mai abbandonare la ricerca. E la tenacia ebbe il suo premio. Anche perché si agganciò a quella (simile) di un’altra disperata. Uno scarto navigato quanto orribile, non tanto nelle sembianze quanto nell’animo. Il contratto fu molto efficace, tanto da sfociare molto rapidamente nel matrimonio. Lo scarto si assicurò coperchio (obbediente) d’ordinanza e futuro pensionabile, il signor M un’altra controfigura, sì brutta e dispotica ma tana d’appoggio.

Fine.

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