Storie

✍️l’eredità

60 anni. solo a 60 anni raggiunse la consapevolezza. all’improvviso, come quando in una giornata di pioggia il cielo rigonfio di nuvole cineree e cupe è squarciato da un’inattesa quanto possente lama di sole, che riporta alla vista ogni cosa, svelando all’istante.

negli anni a precedere, per la verità, i germi dei dubbi si erano più e più volte fatti strada tra gli abissi dell’animo. ma mai erano riusciti a illuminare compiutamente la coscienza. si era anche guardato intorno cercando fra gli altri le risposte ma i risultati erano stati alquanto modesti quanto frustranti e contraddittori.

thse ne avesse avuto facoltà sarebbe di certo tornato indietro, a quegli istanti effimeri di piacere, per fermarne le conseguenze o ponderarne i possibili effetti collaterali, prima di procedere scriteriatamente. ma ciò era irrealizzabile, forse quanto non essere riuscito a comprendere in fretta  il senso di responsabilità che, volente o nolente, è la malta dell’essere umano nel suo viaggio in crescita. 

ci si trova proiettati all’improvviso in una eredità, tramandata dai secoli, magari con una scenografia rinnovata o al massimo ritoccata, in un contesto con qualche tinta diversa, stemperata. ma i cui contenuti, le cui linee guida sono sbagliati se non scorretti. e causa di problemi irrisolvibili, con trasmissione dell’errore, degli orrori all’infinito. per generazioni e generazioni.

ricorda vividamente quella scopata, quella donna. la soddisfazione dei sensi senza considerare in alcun modo le ripercussioni, i postumi. affidandone al caso o ad altri atti inconsulti l’eventuale risoluzione. senza minimamente considerare l’enormità dell’importanza della messa in cantiere di un essere umano a sua insaputa. incurante, per di più, della propria incapacità a rinunciare.

ricorda vividamente gli anni gettati a capofitto nel lavoro, per raggiungere il posto al sole e fare soldi per chiudere il cerchio delle necessità e dei percorsi borghesi. come da tradizione, appunto. assolutamente assente, invece, dal prendersi cura di ciò che aveva creato, suo malgrado. assolutamente complice del disastro culturale in cui l’aveva e l’avrebbe costretto. insomma al frutto innocente di un atto dissennato non aveva saputo donare che problemi, guai. archetipi marci. restituendo con ingiustificabile quanto egoistica infingardaggine  ciò che a suo tempo aveva ricevuto. da buon discente a ottimo docente.

per fortuna, però, aveva ancora (o ci sperava) qualche anno per rimediare. quel lampo di verità, pur tardivo, poteva essere significativo, importante. per poter finalmente tentare di restituire, almeno in parte, il maltolto e sollevare il mondo per trasmettere sentimenti e idee diverse, e basta.

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6 thoughts on “✍️l’eredità

  1. E’ una fortuna che ci si arrivi alla consapevolezza, sai…
    Devo rileggere stasera questo bel costrutto nel quale intravedo sentimenti e riflessioni comuni a me in questo hic et nunc.
    Buon pranzo Giampiero 🙂

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