Storie

✍️era mio padre

PTDC0053

“alla mia età, 104 anni, natale e correlati sono giorni come tanti altri. anzi peggio, poiché tutte le abitudini consolidate in rituali a orologeria, vanno a farsi benedire, travolte dall’irruzione dei parenti, degli ospiti e dalla incomprensibile frenesia del mondo che precede la consacrazione dello stomaco a organo principale del nostro corpo.

i consumi indotti, già normalmente fuori controllo, in questo periodo trascinano al guinzaglio chiunque, verso qualsiasi cosa, soprattutto inutile, soprattutto surrogato di felicità.

ipocrisie e retorica a buon mercato circolano senza freni e ritegno. con la testa degli innocenti, dei bambini, ulteriormente e massicciamente farcita di panzane sempre più anacronistiche e di illusioni  spacciate per sogni. agnelli sacrificali, così come lo furono i loro genitori e i genitori dei loro genitori e così via, per perpetuare (e non riesco proprio a capire il perché) una vita piena zeppa di frottole e ingiustizie. un’accettazione supina (meglio sarebbe dire condiscendenza) a ciò che ineluttabile non dovrebbe essere. vano qualsiasi pur timido tentativo di suggerimento, marchiato come  pessimista, pesante o balzano frutto della senescenza avanzata”

detto ciò, mio padre ritorna al suo posto e in silenzio, come ad attender una risposta, una considerazione. il gatto miagola e si dimena senza una ragione apparente. gli zampognari, da qualche parte, fanno sentire i loro strumenti. chiudo gli occhi e ritorno nel passato a quando, in piedi sulla sedia, declamavo i buoni propositi e il mio bene, già consegnati alla storia sul cartoncino decorato di lustrini  nascosto sotto il suo piatto. lui, invece, sorrideva sornione, certo che l’esuberanza infantile avrebbe avuto ben presto il naturale sopravvento, speranzoso nella sincerità dei miei sentimenti.

ma il mio bene per lui era vero, non di circostanza. nonostante fosse tendenzialmente evanescente (almeno a quell’epoca, e secondo le mie percezioni di allora).  e quando non ho potuto più toccarlo mi sono reso conto che la sua presenza dentro di me, prima  offuscata dalla materialità, era più viva che mai. e lo è tutt’ora.

le ragazze mi chiamano a gran voce. la tavola è imbandita, tocca a me e mi tremano le gambe.

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4 thoughts on “✍️era mio padre

    • lo scriba, qual sono, ringrazia commosso.

      Natale è festa di consumi senza senso, e di riunioni occasionali che tentano improbabili riparazioni di cerchi spezzati. Che scava con crudeltà nei disagi e nei rancori. Che svela impietosamente. Che somministra ipocrisie e menzogne. Che fa brillare i cocci delle famiglie frantumate. Che imposta gli scambi dei binari acciocché il treno su cui viaggiano i bambini non possa deviare dal percorso prestabilito. Che riempie sedie vuote per il resto dell’anno.

      Nemmeno Cristo è sicuro sia nato, e in tale data.

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