Storie

✍️u pilu

unknownil direttore mi ha fatto una tirata d’orecchi, poiché il mio secondo articolo ambarabà ciccì coccò è andato malissimo. tre-quattro mail di riscontro e basta a confermarlo. naturalmente al successo di quello precedente, sotto effetto anfetaminico, non è seguita alcuna gratificazione di sorta. come se non fosse mai stato pubblicato. 

tralasciando la forma, sulla quale ammetto di aver ancora molto da imparare, e sui risvolti personali, sul vissuto del protagonista dell’intervista, il vecchio medico perdente e disincantato, non riesco però a comprendere come lo spirito dell’articolo non sia stato compreso.

dalla bocca del dottore sono uscite chiare e inequivocabili testimonianze sullo sfascio completo della sanità, e non solo per motivi strettamente politici (storno di risorse economiche, lottizzazioni, nepotismi, sprechi e quant’altro) ma anche, e forse soprattutto, per il degrado degli uomini comuni. partecipi e collusi col potere politico. operatori inquinati e corrotti dal “sistema” che, pur di coltivare il loro misero (si fa per dire) orticello, sono pronti a vendersi la madre. gente cioè che per una promozione, un gallone, un posticino al sole piccona un edificio già marcio sin dalle fondamenta. con forza tanto maggiore quanto maggiore è la loro ignoranza, arroganza e presunzione. e la cui cultura di stampo mafioso impone ai pochi ancora indenni dal contagio, emarginazione e vessazioni. anche attraverso istituzioni che, sulla carta, dovrebbero tutelarne la dignità: i sindacati, infatti, non sono altro che templi di malaffare. sette nemmeno segrete a tutela dei più forti, dei più corrotti. dei più ignoranti. pesci pilota degli squali di palazzo.

ma se dietro le quinte, dunque, si svolge una battaglia continua senza regole e senza prigionieri, ove vige la legge del più furbo, del più astuto, del più forte, del più incapace. in altre parole un puro distillato di camorra (o mafia, fate voi), sul proscenio nessuno si ribella: i pazienti si accontentano degli scarti, del caos, dell’approssimazione. evidentemente consci del loro fondamentale contributo allo stato delle cose, mediato dai loro inutili voti che, periodicamente, e farsescamente,  proteggono lo statu quo. ovvero illusi che qualcosa o qualcuno prima o poi. magari dal cielo, possa magicamente cambiare le cose. 

detto ciò, mi rimetto al lavoro (di cui ho bisogno per sopravvivere) con in mente il prossimo articolo, e chi intervistare: di certo mai più nell’impegnato, foriero solo di guai e di assoluto disinteresse, piuttosto nel frivolo, nel gossip, nel pecoreccio, nel morboso. nei bassifondi dell’animo. settori dove la speranza umana pone serie aspettative. 

Annunci
Standard

2 thoughts on “✍️u pilu

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...