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blocchi di partenza

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Di recente ho letto sul giornale di un tal Fittipaldi e delle sue critiche mosse a Di Maio, esponente del M5S. A giudizio del primo incapace, il secondo, di fare politica, di governare poiché non laureato, poiché espressione dei tanti giovani che, usciti dalla scuola “per il rotto della cuffia”, quindi carichi di ignoranza, è salito sul carro del sistema, “sempre alla ricerca dei più furbi, magari intelligenti ma quasi mai meritevoli”.

Lui, invece, stracarico di meriti fa il cardiochirurgo pediatrico in Nuova Zelanda, a 18000 km da casa, poverino, poiché essendo meritevole è stato costretto dal sistema, appunto, a andare via. Il che per come è sfasciato, ormai, il nostro piccolo paese ci può anche stare.
Quel che non dice, o dice in piccola parte, è che le opportunità di potersi formare, crescere professionalmente senza patemi di sopravvivenza, li deve in sostanza ai soldi che il buon padre, cardiochirurgo anche lui (guarda caso), ha profuso allo scopo. In altre parole il giovane Fittipaldi, come tanti altri a lui simili per ceto e censo, ha potuto fare quel che ha fatto poiché non doveva pensare e lottare per sopravvivere. Ben coperto dai soldi di papà s’è potuto permettere di stare all’estero per acquisire e formarsi, fino a diventare bravo (si suppone). Dalli e dalli, tranne deficit intellettivi gravi, chiunque impara l’arte.

Per un Fittipaldi che può fare quel che vuole e come vuole, cento e più Nessuno sono costretti a fare quel che non vogliono. A rimanere a casa, nolenti, poiché papà altolocati e soldi mancano. Perciò debbono accontentarsi di quel che passa il convento, e rinunciare a tutti i sogni di gloria. Costretti a spegnere la loro intelligenza in nome della pagnotta e della disillusione.

Ho conosciuto molte, moltissime persone cariche di pergamene e medaglie, ma poverissime di spirito e acume, oltreché becere e opportuniste, malvagie. Così come tante altre che, con la licenza elementare o anche senza, hanno palesato intelligenze mostruose e lealtà e doti umane fuori dal comune. Ciò a conferma che, come mi pare anche superfluo aggiungere, non è certo il pezzo di carta a fare un uomo ma esattamente il contrario. E che le competenze non si misurano solo o prevalentemente in base a mucchi di carta accumulati chissà come.

Di Maio quasi certamente non passerà alla storia, poiché è figlio legittimo dell’attuale vecchia concezione di fare politica (e non certo perché gli manca un pezzo di carta). Così come l’articolo in questione, pubblicato da un giornale di regime al solo scopo di denigrare e sminuire un concorrente (per ora) e mistificare il fenomeno della migrazione dei cervelli. E non certo meritevole, nella forma e nella sostanza, di occupare mezza pagina, nemmeno nell’ultimo foglio di provincia. Insomma un esempio di quella furbizia opportunistica figlia dell’incompetenza dilagante, titolata o no, che ha distrutto di fatto il paese e i suoi paesani.

Le pari opportunità non esistono. non sono mai esistite e mai esisteranno. I blocchi di partenza sono sfalsati, da sempre e per sempre. E senza alcun infingimento. Al massimo ridicole ipocrisie, inutili oltre che offensive. Per qualche tempo (poco), diversi anni fa, i blocchi apparvero allineati in modo giusto, acciocché non vi fossero facilitazioni di sorta, ma fu solo apparenza, e comunque la messinscena ebbe breve vita. 

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3 thoughts on “blocchi di partenza

  1. Purtroppo è così, e sono assolutamente d’accordo con te, i titoli di studio non danno ad un uomo nè l’intelligenza nè il valore…..ci vuole altro!

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