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Napoli, Cripta della Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo, luglio 2017

 

Nell’arco temporale compreso fra il 1580 e il 1630 l’arte della seta napoletana (dal baco al manufatto finito) raggiunse eccellenza internazionale. Tessitori e mercanti, uniti nella Corporazione dell’arte della Seta, fecero della Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo la loro sede privilegiata.  Le orfane dei consociati (” e figgliole da seta”), acciocché non si perdessero nella strada, venivano accolte in tale struttura, in regime di clausura fino alla maggiore età. Quando, cioè, illibate e istruite nell’arte sartoriale, erano pronte al matrimonio (naturalmente combinato e, di solito, con membri dell’aristocrazia). L’illibatezza era requisito fondamentale per l’accoglienza, tant’è che pur decenni o dodicenni, le ragazze dovevano superare l’esame ginecologico per essere ammesse. La cripta di cui in foto raccoglie le loro spoglie.

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∞ Le figliole della seta

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