✍ la fin del mundo

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Nel 1939 mio nonno aveva 38 anni ed era fascista dalla testa ai piedi. Prima della guerra  faceva il sarto, ed era talmente bravo che era costretto a lavorare giorno e notte. Soprattutto per soddisfare le commesse militari che, come è facile immaginare, crescevano sempre più. Nella sua piccola bottega non era insolito imbattersi in manipoli di camicie nere, soprattutto di rango, i quali tra una misura e l’altra si abbandonavano a lazzi, pettegolezzi e confidenze. Una miriade di scheletri negli armadi che portarono il nonno da semplice iscritto al partito a federale del paese. E che lo protessero da qualsiasi coinvolgimento sui campi di battaglia. Crudele, tronfio e vanesio si divertì a perseguitare oppositori, veri e presunti, ebrei e chiunque gli fosse anche appena antipatico. Avvertendo, con orecchio fine, l’arrochirsi progressivo degli anni ruggenti, quelli in cui spadroneggiava impettito col fez di sghimbescio, non si fece cogliere impreparato. L’otto settembre, così, lo localizzò su un camion sgangherato della croce rossa diretto al sud, come uno sfollato qualunque.

Alla morte della monarchia confluì, come tutti, nelle fila della democrazia cristiana che, in un battibaleno, riuscì a centrifugare e candeggiare uomini e misfatti. Una volta ripulito, e con le spalle coperte dagli scheletri rimasti nei loro armadi, trovò il modo di sistemarsi presto e bene, lontano però dai riflettori. Questo reinventarsi non piacque al figlio dodicenne, mio padre, il quale integralista nazionalsocialista quale era avrebbe preferito che mio nonno fosse stato esposto a piazzale Loreto. I contrasti tra i due, così, crebbero a tal punto che, all’età di sedici anni, il figlio si eclissò d’improvviso per arruolarsi nella legione straniera. 

Mentre il nonno poltriva dietro la scrivania di direttore dell’ufficio postale centrale, mio padre, con esaltazione crescente, scorrazzava per il nord Africa tra saccheggi, massacri e stupri. Attività che terminarono, con suo grandissimo rammarico, con la dissoluzione del 22° reggimento della legione all’indomani dell’indipendenza dell’Algeria. Frastornato e deluso dall’evoluzione degli eventi politici e militari, stemperò la depressione che lo attanagliò ingravidando in più riprese una povera disgraziata mozabita, succube delle sue angherie. Finché, insoddisfatto di sfogare a suon di schiaffi e pugni la sua aggressività repressa sulla povera donna e sui figli, non decise che era ora di riprendere l’azione tra le fila di un’organizzazione nazifascista operante nel sud America. E sparì dalla circolazione.

Francese di merda per gli algerini, lurido italiano per i francesi, figlio di puttana per gli italiani, negro per tutti, prima ancora di prendere consapevolezza e acquisire capacità raziocinanti, imparai a furia di sputi e calci a recepirmi come un animale. Percezione che durò fino all’adolescenza quando, consapevolezza e ragione ormai pienamente acquisite mi spinsero a isolarmi prima, e desiderare la fuga dopo. Nonostante le lacrime di quella povera donna di mia madre, che da allora non vidi mai più, decisi ormai maggiorenne di raggiungere l’Europa dove, di certo, avrei trovato ben altra civiltà e accoglienze. Dove sarei stato finalmente considerato per l’uomo qual’ero, senza più discriminanti cromatiche e pregiudizi etnici. 

Quando, alla fine dell’estate del 2017, posai i piedi sull’asfalto rovente di Ezeiza, ero un cinquantenne in stato confusionale. Il mio peregrinare tra Spagna, Francia, Portogallo, Germania e Italia si era rivelato un’amarissima delusione, peraltro prevedibile. Disprezzo, avversione e odio erano spalmati in egual misura dappertutto, e si concretizzavano sempre allo stesso modo, ovunque andassi e con chiunque avessi a che fare. L’abominio di cui fui bersaglio mi fece rimpiangere le vessazioni patite in età pediatrica, al confronto nulla di più che attività ludiche.

Non trovai l’eden nemmeno in Argentina, com’era ovvio. Ma ci provai, non demorsi dalla speranza di trovare anche un solo essere umano, prima di rassegnarmi e raggiungere la fine del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

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