✍🏾quasi quasi le ridò il saluto

 

Olympus Digital Camera

Giancarlo è in pensione da poco, meno di un mese. E se da un lato apprezza l’ebbrezza della libertà, del dolce far nulla, dall’altro accusa d’un botto il peso degli anni. Come se, tenuti a bada dal lavoro, si fossero vendicati piombandogli addosso d’un colpo. Così, dunque, al trentunesimo giorno si sente immalinconito e sfinito, dacché anche lo specchio gli restituisce un’immagine imbiancata e raggrinzita che, fino a poco tempo prima, era invece arzilla e tonica. 

Preso atto, dunque, dell’inizio della fine si siede sulla poltrona da lettura, già improntata dal suo corpo, e riflette sul da farsi, su come andare avanti. Benché sbagli,  rimpianti  e rimorsi si siano anch’essi dati immediatamente da fare per fiaccarne le energie, lo spirito. La mente, impegnata in allucinanti viaggi a ritroso sembra rifiutarsi di fare altro, obbligandolo a fare i conti col passato, continuamente. Scaricandogli addosso, ad ogni tappa, quintali di sensi di colpa. 

Di certo non è stato un buon marito. Sposatosi perché così fan tutti, ha elargito ascolto e attenzioni al minimo sindacale, forse per carattere. Probabilmente perché senza amore. Commettendo, così, anche il delitto di mettere al mondo due nuovi esseri umani. Giulia nonostante tutto, nonostante fosse consapevole della sua sostanziale indifferenza, l’ha lasciato solo quando il Padreterno ha deciso per lei. Forse impietositosi dei suoi sforzi, vani, e della sua rassegnazione. 

Come padre, non è stato da meno. Assente, o distante, ha lasciato le redini sciolte, cosicché i ragazzi, in pratica, si sono sollevati da soli e grazie alla madre, con tutti i risvolti negativi di una educazione sbilanciata. Anche ora, da grandi e alle prese coi loro di errori, non mancano occasioni per rammentargli come  si  sentissero  invisibili ai suoi occhi. 

Pigro e incostante, ha sperperato la sua intelligenza, il suo  bagaglio, enorme, culturale, utilizzandoli poco e male. A tratti, a fiammate sino a che non si sono atrofizzati. Negli ultimi anni, campava praticamente di rendita, di mestiere. Sempre con la testa altrove, ma dove? Sempre in attesa di qualcosa, ma cosa? Sempre a inseguire sogni, ma quali? Sempre a sperare di fuggire via senza mai aver avuto il coraggio di andare oltre le quattro mura di casa, o di affrontare se stesso. Sempre concentrato sul proprio corpo, attanagliato dai capricci dell’intestino e della prostata. Sempre a ripetere le stesse impulsive idiozie, a dispetto dell’esperienza. Sempre controllato, misurato, attento a non sgarrare, nelle emozioni come nello stile di vita. Per dimostrare cosa? Nell’attesa di cosa? Di tempi e manne miracolosi? Di unanimi consensi? Della principessa azzurra? Del bussare alla porta dei sogni senza invito? Una malinconica insoddisfazione latente che gli aveva impedito di apprezzare ciò che era, cosa aveva fatto e chi gli stava intorno. 

Se tutto ciò significava egoismo, allora anche come egoista aveva fallito. Poiché di certo non aveva perseguito alcun benessere, men che mai era stato felice.

Lo scroscio della pipì, e a seguire, quello più imponente dello sciacquone della zitella del piano di sopra, gli rammentano che è la controra. Momento in cui puntualmente la povera donna vuota la sua vescica, ignara della spessore non isolante delle pareti moderne. Divisorio, però, quanto basta per mantenere distanti solitudini e silenzi diversi ma uguali. 

Di tempo, dunque, ancora ce ne sarebbe. Deve, dunque, abbandonare l’isolamento in cui si è rinchiuso, non senza vantaggi, e d’istinto, solo d’istinto, riprendere a salutare la vita. Sempre che sia ancora disposta a ricambiarlo, il saluto.

 

 

 

 

 

 

 

3 Replies to “✍🏾quasi quasi le ridò il saluto”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...