✍🏾 la spia venuta dal basso

La bomba che sventrò il vascio di Carmela Esposito, in vico Concordia, fu sganciata per errore dal capitano John Leroy la mattina del 15 settembre del 1943. Quella bomba, dunque, destinata al porto, piovve sui quartieri spagnoli, come se dal cielo non vi fosse alcuna pietà per quell’umanità già sconvolta dalla miseria e dalla fame.

Carmela Esposito era nubile, orfana e povera. I genitori, per i quali si era immolata sino alla loro fine, non gli avevano lasciato che gli occhi per piangere. Per sopravvivere, perciò, vendeva caramelle, sciosciammosche e pizze fritte. Mai aveva ceduto alle lusinghe dei papponi che le proponevano un’avvenire, un mestiere sicuro. Mai aveva ceduto alle menzogne di uomini attratti solo dal suo corpo, dalla sua avvenenza. Nei quartieri spagnoli donna Carmela era rispettata e riverita, e non solo per la sua irreprensibilità. Nel suo basso, infatti, il flusso costante degli umori e degli odori dei quartieri spagnoli trovava rifugio e nuova linfa, riprendendo a circolare con maggior corposità dopo quella tappa fondamentale. Non si muoveva foglia, in altre parole, che donna Carmela non sapesse.

Lo squarcio nell’impiantito prodotto dall’ordigno esalava ancora un fumo acre e denso quando Carmela irruppe, al rientro dal rifugio, in quel che rimaneva del suo confessionale. Ciononostante riuscì a  intravederlo posato, e indenne, al sottosuolo, come se stesse riposando. Stremato a tal punto, nello sfondare  i solai uno dopo l’altro, da non aver più forze per esplodere e devastare, così, ogni cosa nel raggio di qualche chilometro. Ovvero impietositosi strada facendo.

L’ultimo rapporto in Villa Spera si rivelò una mera formalità prima del rimpatrio. Nulla le fu rimproverato, nulla ebbe da dire. Partì, dunque, col primo convoglio mentre all’orizzonte echeggiava l’artiglieria nemica, e il suo stomaco digeriva la lista degli ebrei nascosti.

Nessuno, nei quartieri spagnoli, la cercò o si chiese che fine avesse fatto. Benché tutti avessero trovato ascolto tra quelle quattro mura, tutti avessero ricevuto una buona parola, tutti avessero lasciato un segreto da qualche parte. Nemmeno nei ricordi sopravvisse, di nessuno. Fu come se non fosse mai esistita. 

Lei, invece, non li scordò mai. 

One Reply to “✍🏾 la spia venuta dal basso”

  1. Mettenno nzieme tutte sti fili, fili ‘e sanghe, se putesse scrivere nu libbro; nu libbro ‘e fantasme ca pazziavano, chiagneveno e redevano, sapenno ‘o pecchè. Isso, è già scritto: s’adda scavà po purtà ‘a luce d’o sole, addò nemmeno isso tene ‘o curaggio ‘e trasì: pure a miezo juorno.

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