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Sant’Agata dei Goti, Chiesa di S.Francesco, maggio 2018

 

 

 

 

 

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Storie

✍️ la busta verde

L’ingordigia dell’erario, già maligna nella misura in cui è poderosa solo con chi non può difendersi, addiviene a perfidia nella fase di esazione. Laddove una miriade di inezie e cavilli, perlopiù formali, diventano ostacoli insormontabili. Sadici trastulli per ottusi burocrati acciocché i malcapitati abbiano a sputare sangue, oltre che soldi.

Reduce, dunque, da una mattinata infernale passata nei meandri di polverosi e puzzolenti uffici dislocati in ogni dove, rimpallato da una sfinge all’altra, vagò ramengo nella speranza di stemperare le tensioni accumulate.  Sino a ritrovarsi, all’improvviso, sulla litoranea, nel tratto che inizia a inerpicarsi sulla collina residenziale convertendosi in panoramica. 

Nonostante i molti chilometri percorsi, a lento passo e godendo della vista del mare e del frizzante libecciolo, si sentiva ancora sconvolto e privo di forze per la dura battaglia che l’aveva coinvolto suo malgrado, e per le pretestuose ammende che avevano fatto esorbitare la dazione. 

Fu così, mentre ancora stentava a digerire i rospi ingoiati, che s’imbatté in sua moglie. Sulla spiaggia proprio sotto di lui, a venti metri dal muretto da cui si era appena sporto per rimirare la scena balneare. Distesa e in estasi, coperta da un uomo e da un asciugamano. Incredibilmente impegnata a fare sesso, a dispetto del luogo pubblico, dei bambini vocianti tutt’attorno, e della sua età attempata.

Il primo impulso fu omicida. Divelta la gamba di una sedia sgangherata dal vicino cumulo di spazzatura, si diresse spedito verso l’ingresso del lido anche se, in quei pochi metri, s’accorse d’aver già perso spinta. Determinazione. Perciò non si meravigliò affatto se, una volta ivi giunto, non l’oltrepassò. 

Liberatosi del pezzo di legno, lanciandolo laddove l’aveva raccolto, si piazzò sul muretto di contenimento e rimase per un bel po’ a osservare le gesta degli amanti. Meditando sul da farsi e sull’identità dello stallone, per quel poteva importare.

L’improvvisa e inattesa irruzione di un plotone di nuvole nerastre, rabbuiò una giornata già nata amara. Una giornata che stava per spalancare le porte alla legge, le cui mille e più facce sarebbero state oggetto di congetture, interpretazioni e concioni per legulei e giusdicenti. Plastilina da modellare e rimodellare a loro esclusivo uso e consumo, per anni e anni. Un’odissea infinita da cui sarebbe uscito prostrato, perdente e povero.

Meglio calpestare dignità e orgoglio, pensò rientrando a casa, che finire sotto i ponti della tangenziale. Si preparò, pertanto, a un bel sorriso di convenienza e a un bacio di bentornato. Coi groppi in gola che andavano su e giù, senza posa nel  mentre evaporava il romitorio dell’arcipelago delle Andamane.

La sua signora ebbe modo di ripensare molte volte a quella sera, anche sulla spiaggia e sotto coperta. Al profluvio di lacrime che sgorgò impetuoso quanto inconsolabile sul volto del marito alla consegna di quella busta verde che aveva trovato nella cassetta delle lettere rincasando. Evidentemente, concluse, era stata fin troppo generosa nel considerarlo solo un povero fallito. E seppellì il rovello nella sabbia ardente. 

 

 

 

 

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Manufatto della seteria della Real Colonia di San Leucio (1776), San Leucio (CE), aprile 2018

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Piazza Navona, Roma aprile 2018

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Bagno della regina Maria Carolina d’Austria (Ferdinando IV di Napoli),

Reggia di San Leucio (CE), aprile 2018

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