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compagni di merenda

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Il dottor Artom, da Pietra Ligure, ha sentito forte il bisogno di scrivere a Corrado Augias. 

Nella rubrica curata dal noto giornalista sul quotidiano laRepubblica, in data 02.02.18, il dottore dopo aver sottolineato che “per duro lavoro e impegno non ho da avanzare particolari richieste al governo del mio Paese”, esterna il suo disappunto per l’ostilità che il giornale riserverebbe al PD, confortato dalle autorevolissime quanto positive opinioni espresse a quella coalizione da Romano Prodi, uno che “ama pensare molto a cosa dire prima di dirlo”. Insomma se il sommo Prodi, imprescindibile figura del panorama politico da  oltre  40 anni nonché eminente statista, si è pronunciato a favore del PD, vorrà dire che il PD è sicuramente il partito migliore, l’unico in grado di formare un governo a cui continuare a “non avanzare particolari richieste”.

Chi scrive ha la netta sensazione che il Professore, prima di sbilanciarsi, abbia temporeggiato poiché non sempre, nelle sedute spiritiche (in cui esprime il meglio di sé), gli evocati compaiono subito. Non sempre, insomma, può andare come il 3 aprile del 1978, quando rapidamente i fantasmi di don Sturzo e La Pira gli dissero che Moro si trovava a Gradoli. Anche se furono alquanto imprecisi, non essendovi all’epoca alcuna tecnologia ad aiutarli(GPS).

Da quanto scritto dall’emerito dottore ligure appare, però, evidente che nonostante tutto l’oracolo ha ancora un seguito, qualcuno che pende dalle sue labbra. Qualcuno disposto ancora a starlo a sentire. Anche Augias (sono contento che Prodi abbia detto che sceglierà quella coalizione). E ciò appare più che legittimo, poiché di certo il nostro impareggiabile medium non è inferiore a personaggi di grandissimo spessore morale e politico, quali ad esempio Berlusconi, Salvini, Poletti, la Meloni, la Boschi, la Fedeli  o altri consoci in affari. Compagni di merenda col bavaglino sempre al collo.

Sfugge, infine, all’estensore di queste poche vacue righe il rapporto tra la gravosità del lavoro svolto e la benevolenza nei confronti del governo, se non per una avanzata, grave e irreversibile sindrome di Stoccolma. 

 

 

 

 

 

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upside

La piazza (facebook) sta urlando: il centesimo per il sacchetto non s’ha da pagare.

urla pure per manifestare la fede calcistica. Nemmeno bisbiglia, però, sulla assurda montagna di soldi che vi gravita attorno, poiché partecipa attivamente allo sconcio e non certo con 1 cent.

Le urla di facebook, comunque, lasciano il tempo che trovano, ormai è notorio. Tant’è che si continuano a tollerare immani porcate (sanità e scuola allo sfascio, per esempio).

Mentre il sacchetto impazza, passa sotto traccia, invece, il fallimento imminente dell’ATAC di Roma:  1, 5 miliardi di euro di debiti !! Chi i responsabili? E chi pagherà? Alla piazza l’ardua sentenza.

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non a caso barabba

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Caro lettore

        lo scriba, a corto d’idee, ha  pensato di buttare giù due righe a ruota libera. E comincia dal Natale , visto il suo approssimarsi. E della sua magia(?). Molti, infatti, vi si approcciano per descrivere verosimilmente una sensazione contagiosa di aspettative impossibili, sebbene consapevoli che tutto rimarrà tale e quale a prima. In altre parole plotoni di deliranti esagitati si accalcano per le strade gettando soldi al vento e sui deschi imbanditi all’inverosimile per  mangiare a crepapelle. Ben sapendo, e questo è il bello, di essere solo gli ingranaggi in lubrificazione della macchina del consumismo (e dell’evasione). Crisi economica o no, quel che s’ha da fare s’ha da fare, al diavolo (come e più di sempre) tutto il resto. Le macerie in cui si accontenta di sopravvivere. 

Nel delirio di massa sono compresi anche i bambini, scaraventati in un mare di menzogne, illusioni e cattivo esempio. Corrotti acciocché possano fungere, allo stesso tempo, da alibi per la lucida follia e  vettori futuri dello stesso male.

L’orgia dura 3 settimane (anche di più, se si considera la prima e seconda parte di dicembre come una vigilia del saccheggio a perdere), poiché a seguire vengono l’anno nuovo (notte brava) e la befana, altra grande opportunità per inguaiare ulteriormente i più piccoli, gli innocenti. 

L’albero, l’abete, è il simbolo riconosciuto di tutto questo sabba.  In questa tornata ha fatto scalpore quello di Roma. Considerato scarno, spoglio e spelacchiato ha suscitato vibrate e ripetute proteste, con strali avvelenati scoccati da ogni dove (social e media in testa). Tutti a dare addosso, a frustare chi ha inteso molto evidentemente esporre un messaggio di sobrietà, un invito alla sobrietà.  Ma tant’è: il popolo preferisce sempre Barabba.

 

La medicina, come scienza, sorprende sempre. Non esatta e incompiuta regala sempre momenti di riflessione che sistematicamente non sono letti o rifiutati dai suoi sacerdoti, che sarebbero i medici. I quali, di fronte a eventi che non sanno spiegare (o non sanno e basta), trovano sempre il modo di coinvolgere la psiche, nell’accezione più negativa, e lavandosene le mani, ritornano a specchiarsi nelle loro incrollabili certezze. Esistono patologie che portano soldi e patologie improduttive che, di conseguenza, vengono lasciate al loro destino. Un esempio ? Chiedete a chi soffre di prostatite cronica  quali e quanti siano in rimedi e quali e quanti sono gli studi atti a definire e risolvere questa vera invalidità, la cui cronicità e le cui sofferenze sono rifuggite dagli specialisti come la peste. In altre parole si tratta di un ammalato che soffre sempre o quasi e, quindi, rompe e rompe.  Meglio, quindi, non averlo come paziente. Idem con patate per gli acufeni (disturbo dell’udito costituito da rumori come fischi, ronzii, fruscii, pulsazioni ecc. che possono essere fastidiosi al punto da inficiare la qualità di  vita del soggetto che ne è affetto). Un vero spauracchio per gli ORL.

Scomparse dalla circolazione l’onestà, la lealtà e la professionalità, appare alquanto arduo individuare quale categoria professionale sia peggiore di altre. Rimandando ad altra data per artigiani, colletti bianchi e commercianti, e seppure per poco, lo scrivano propende per quella  dei legulei. Veri artisti della manipolazione, bari e biscazzieri delle verità. Doppiogiochisti di classe. Fare di ogni erba un fascio è sempre un grave errore ma, fino ad ora, allo scriba un ‘erbetta edibile mai capitò.

 

Le aziende farmaceutiche sono aziende, tale e quale alle siderurgiche o alle automobilistiche. Agnelli e soci di certo non fabbricano macchine per fare beneficenza (attività ormai estinta in ogni settore, per la verità, anche nello spirito). Le aziende farmaceutiche sono detentrici della ricerca, della produzione e dello smercio di farmaci. Il cui rientro in termini di volume d’affari deve essere lapalissianamente in attivo. Perciò appare altrettanto lapalissianamente che molte molecole debbano essere considerate con sospetto. Anche se frutto di sperimentazioni pubblicate (di solito a pagamento ) su riviste prestigiose e/o sostenute da opinion leader di settore (sempre dietro compenso).

Nel paese dell’incontrario per eccellenza, il nostro, è praticamente usuale, la norma, trovare gente intelligente e titolata a ricoprire ruoli inadeguati ( e sottopagati) alle loro capacità(se va bene) e, invece, ignoranti puri, veri analfabeti incompetenti nei posti di comando o nei gangli nevralgici. Un rapido sguardo nei ministeri della salute e dell’istruzione sarà di certo molto più esaustivo di mille discorsi. Ma tant’è: così funziona, no?

 

Wladimiro Guadagno non avrebbe mai immaginato che nel suo futuro il giusto e tranquillo anonimato sarebbe stato soppiantato dalla notorietà supportata dalla morbosità. E’ bastato un po’ di trucco, le movenze femminee, la voce querula e quattro ovvietà per farne prima un deputato (governo Prodi 2) e poi un opinionista (di cosa?) in radio e TV.  Tuttavia è doveroso e onesto dire che di certo il nostro non è il solo, non è l’unico e non sarà l’ultimo della categoria dei carneade passati alla ribalta. Illuminata sempre a giorno dalla spensieratezza dello stivale, da Trieste in giù.

 

Meglio i Beatles o i Rolling Stones ? Naturalmente i primi. Giunti sulla scena giusta al momento giusto e sorretti da due geni della musica. La controprova è la loro immortalità. Con ciò, però, non si vuole gettare a mare i secondi. Che, come tali, non hanno scherzato. Tutto ciò che ne è venuto dopo si è dovuto necessariamente confrontare con loro, e da loro trarre spunti per innovare o ispirarsi. Almeno sino a una certa epoca.

Con questa facezia lo scriba vi lascia, rammaricato di non aver saputo fare di meglio. Buone cose e buona fortuna, poiché tutto avviene solo per caso.

 

 

 

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Complesso Monumentale di Santa Maria la Nova (1279>1596), cupola 1a cappella (affreschi di Battistello Caracciolo), Napoli novembre 2017

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∞ O151

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crepate

 

 

“muoiono troppo tardi e ciò incide negativamente sui conti dell’Inps

Così si è espresso Padoan riferendosi ai pensionati italiani. Evidentemente molto contrariato che il piano Fornero non stia producendo i risultati sperati

 

Di solito la pazienza ha un limite. Ma, evidentemente, ciò non vale per la popolazione italica. Sulla cui pusillanimità poggia la protervia dei soggetti di cui sopra. Poiché, dunque, di rivolte e ribellioni non se ne parla proprio, non rimane che sperare nella fortuna, acciocché gli auspici di Padoan & Co. possano essere interrotti da eventi patologici naturali o traumatici, prima possibile

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