Olympus Digital Camera

Firenze, 2017

Annunci
Fotografia & Arti visive

∞ O145

Immagine
Uncategorized

crepate

 

 

“muoiono troppo tardi e ciò incide negativamente sui conti dell’Inps

Così si è espresso Padoan riferendosi ai pensionati italiani. Evidentemente molto contrariato che il piano Fornero non stia producendo i risultati sperati

 

Di solito la pazienza ha un limite. Ma, evidentemente, ciò non vale per la popolazione italica. Sulla cui pusillanimità poggia la protervia dei soggetti di cui sopra. Poiché, dunque, di rivolte e ribellioni non se ne parla proprio, non rimane che sperare nella fortuna, acciocché gli auspici di Padoan & Co. possano essere interrotti da eventi patologici naturali o traumatici, prima possibile

Standard
Storie

✍️ si muore solo due volte

Il professore, ormai prossimo alla pensione, decise che era da troppo che non onorava la memoria dei suoi defunti genitori. E così, cappotto e cappello, si diresse a passo svelto verso il non lontano cimitero.

Mentre arrancava sul ripido pendio che portava alla cappella gentilizia non potè fare a meno di soffermarsi sulle lapidi che a destra e a manca si affastellavano senza soluzione di continuità. E così fece anche per tutte quelle che ornavano le cappelle, le fosse, i sepolcri e gli avelli sparsi. Giunto in cima, su una panchina, si fermò a riposare e riflettere.

Come manifestamente attestavano, le epigrafi non solo dichiaravano la totale assenza di cattivi o  malvagi, ma esaltavano in modo enfatico le vite passate di tutti gli abitanti dell’immensa sconfinata metropoli dei morti. Insomma tutte le salme si erano distinte  per la loro pregressa condotta esemplare (ben rimarcata anche dagli innumerevoli titoli anteposti al patronimico) e nessuno, proprio nessuno, aveva commesso nefandezze.

La cosa non gli tornava. Nella sua non breve esistenza aveva avuto un riscontro diametralmente opposto. E, dunque, se non lì dove erano finiti tutti i pezzi di merda che avevano scombinato la sua vita? Ovvero che fine aveva fatto la maggioranza attiva della popolazione?  Quella la cui ragione di vita era stata fare del male al resto?

Di certo, pur volendo, non poteva essere  stata spedita negli altri sette pianeti del sistema solare a esportare una singolare civiltà.  L’aldilà, dunque, non era che l’ennesima truffa, la più colossale e cinica, la più spietata e crudele. Una nuova esistenza non dissimile dalla prima (nella più rosea  delle ipotesi e delle speranze ).  Insomma altro che eterno riposo.

 



 

 

Standard
Storie

✍️ tempo scaduto

Chissà perché due persone s’ignorano per mesi o anni, pur condividendo strettamente la stessa esperienza, lo stesso tratto di strada e poi, improvvisamente, senza un’apparente ragione, si accorgono l’uno dell’altra, prendono finalmente consapevolezza reciproca. Di certo le Moire non devono essere estranee all’arcano, preda qual sono di improvvise mattane.

Gomito a gomito, sommersi e rapiti dallo scibile che aleggia lieve nell’aula, i due non si sono scambiati né uno sguardo,  e men che mai una parola, per l’intero anno accademico. Solo ai suoi sgoccioli, pervasi da uno strano incoercibile impulso, i giovani riescono a recuperare e in fretta quasi tutte le parole non dette e le emozioni assopite, gli sguardi sprecati.  Il tumulto è tale che, in pochi attimi, dal totale disinteresse di un anno si passa al completo coinvolgimento in tre giorni, con un amore che sboccia impetuoso quanto ignaro.

Che nulla sia durevole è un dato incontrovertibile, così come è incontrovertibile che alla caducità non corrisponda necessariamente un beneficio. Resta tuttavia un mistero perché solo alcune delle tante fini sono preannunciate, la gran parte occorrendo senza una ragione apparente e, spesso, in tempi imprevedibili. Una sorta di bomba a orologeria il cui disinnesco è precluso.  Infinitesimali sfilacciamenti dovuti alla eccessiva sollecitazione cui le Moire spazientite, di tanto in tanto, sottopongono i fragili fili del destino.

Con grande riluttanza il giovane  sale i gradini di basalto che stanno per scaraventarlo nuovamente all’inferno. Rivive per un attimo l’eccitazione, l’ebbrezza di felicità con cui avevano scelto quell’antico appartamento. Un nido magico e romantico in cui far risplendere e risuonare il loro grande amore per il resto dei loro giorni. Ma la felicità si era estinta in un battibaleno, malgrado le buone intenzioni e le energie che aveva profuso. Così il nido era diventato un carcere di massima sicurezza senza un provvidenziale isolamento.

Il dito trema titubante al cospetto del pulsante d’avorio del campanello che una testa di leone tiene stretto tra le fauci. É fortemente tentato di darsi alla fuga, ma la porta a vetri si spalanca, annullando di fatto qualsiasi altra opzione. Nell’atrio in penombra si staglia il suo volto, ormai maschera di livore e disprezzo.

Quando la porta si richiude, i due di nuovo gomito a gomito e senza parole, come ai vecchi tempi, si dirigono verso l’ampio terrazzo che dà sul mare. E dopo essersi scambiato un fugace ma intenso sguardo, d’intesa come ai bei tempi, si lanciano senza ulteriori indugi.

 

 

 

 

 

 

 

 

Standard