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Napoli, giugno 2017

Fotografia & Arti visive

∞ O139

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Storie

✍️ è grave

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Non me ne volere se ti dico che la tua pretenziosità mi ha stupito. Ti facevo ormai adulto, con l’età che ti ritrovi, da rifuggire ormai tecniche superate quanto infantili quale un tentativo di abbordaggio, pur nella certezza che naufragherà sugli scogli che affiorano su quella bella ragazza seduta al tavolino d’angolo, e che ti avvertono chiaramente che in porto non arriverai mai … e non solo perché più giovane di te.

Per carità sei stato sempre spigliato e impudente, dalla parlantina facile. E hai mietuto come non mai. Per me un bitter rosso, grazie….e visto che insisti anche un croissant…vediamo se è buono così come dici. Ti ammiravo, sai. Avrei voluto essere come te, che con le donne ti lanciavi senza farti problemi, e ci azzeccavi sempre. Quante ne avrai avute? Ma adesso, coi capelli bianchi, e con quella che ad occhio e croce ha quasi la metà dei tuoi anni…mi pare francamente stupido, ridicolo. Perché non lo faccio anche io? No, non ci riesco… non l’ho fatto da giovane, e con tale maestro. Si lo so anche l’amica è carina…ma dove mi avvio…e poi il mio stato mentale..

Di che stato mentale parlo?, Ok, se proprio insisti…mi sono accorto di essere completamente fuori di testa o forse di esserlo sempre stato…e travolto dalle priorità della vita non me ne sono mai reso conto..fino a ora. Oppure no, sono impazzito appresso a tutti i dubbi, una marea, che hanno via via intasato il mio passare del tempo. Tu hai mai avuto dubbi? 

Comunque ecco che mi succede: ogniqualvolta incontro una donna che mi attrae fisicamente scatta immediata una ridda di pensieri contrastanti e assurdi, di ogni sorta. Fino a che non allontano il tormento. Poi, in solitudine, partono recriminazioni e rimpianti. Che poi sono soppiantati da pensieri che litigano furiosamente tra loro….ma che alla fine trovano sempre un accordo: cioè di farmi apprezzare l’autarchia. È difficile spiegare meglio… vabbè ci provo…allora, ogni volta che incontro una donna che mi piace, almeno così mi sembra,  inizio a fantasticare di brutto…anche e soprattutto eroticamente…nel più bello della acrobatica monta appaiono d’improvviso imperiose le immagini del soggetto al naturale, privo di belletti, quindi nella sua naturale imperfezione..e lo viviseziono sino a renderlo orrido..riesco a percepire persino i cattivi odori che alitano dalle ascelle, dalle parti intime…dalla bocca… e così l’attrazione e l’arrazzamento lasciano il posto al  disgusto e alla repulsione… infine, il terrore di dover rendere conto di ogni mia azione laddove dovessi impegnarmi rende la misura colma. Insomma dopo questa estenuante quanto assurda elaborazione del soggetto, assolutamente ignaro , desisto e rientro nella mia tana … dalla quale probabilmente non mi sono mai mosso, nel mio rassicurante silenzio. Pervicacemente convinto di poter fare sempre e bene tutto da solo, solo da solo. Non so se ho reso l’idea della mia follia. Che ne pensi è grave?

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✍️ guache d’autore

Non lo so, sono confusa. Sì un altro caffè lo prendo volentieri e, per favore, fai portare anche un bicchiere d’acqua gasata… gelata! Il tuo ragionamento non fa una grinza: con le armi che noi donne abbiamo possiamo disporre degli uomini a nostro piacimento. Sono così prevedibili nella loro infantile semplicità che, effettivamente, basta fargli anche solo annusare un po’ di sesso, loro chiodo fisso, che vanno in bambola. E li hai in pugno, per sempre…basta solo saperli tenerli sulla corda…non è difficile.

Hanno bisogno di continue conferme, che il loro amor proprio sia lucidato, quell’amor proprio, quell’autostima che risiedono soprattutto nel fallo che pencola fra le loro cosce. Strumento di penetrazione e, quindi, di possesso, se non quando di offesa. Oltre che di bramosia,  dalle cagne infoiate qual sono considerate le donne, tutte. Esseri capricciosi, volubili, dispettosi e disponibili nel concedersi a chicchessia purché sia loro fornito un'alibi a salvaguardia della reputazione o anche senza. Che debbono soffocare la loro sessualità e la libertà di poterla esprimere come e con chi vogliono per non essere marchiate indelebilmente come troie. Se ci rifletti anche i verbi trasportano il concetto di subalternità, di sottomissione, di negazione di partecipazione attiva. Il maschio non si concede, prende. Il maschio non si dà, possiede. Prendere e possedere non sono coniugati mai al femminile.

Insomma sono vere teste di cazzo che ragionano di conseguenza.

Sì ho notato che quel tipo laggiù, al tavolino all’angolo, mi sta fissando da tempo. E se non erro è lo stesso che ho incrociato in bici un’oretta fa… stavo per travolgerlo … immerso com'era con la testa fra le nuvole…e ora che ci penso, sin da subito mi ha guardato con grande attenzione e interesse,  fors’anche con un pizzico di libidine. Si, può essere che mi abbia seguita. Se mi piace? No, non credo sia il mio tipo. Ma anche se lo fosse, non mi farei certo abbordare al bar come una ragazzina. Questo caffè è squisito…quasi come solo a Napoli sanno fare. No, non credo proprio di poter essere capace di calcolare, come fai tu. Anche se ti invidio, perché hai avuto la determinazione di poter gestire la tua vita come hai voluto, assolutamente indipendente da qualsiasi pur minimo vincolo sentimentale. Hai saputo speculare al massimo su ciascuno dei tuoi compagni evitando, con grande acume e freddezza, qualsiasi coinvolgimento emotivo. Hai saputo con grande maestria trasformare l'oggetto del desiderio in soggetto, evitando che la vanità potesse sgambettarti, come accade a tante,  ingannata dalle focose attenzioni maschili, pressanti quanto effimere… destinate a essere spente dal primo sorso d'acqua. 

Ti invidio sul serio, sai? Io non sono mai stata brava…ci ho anche provato, ma con risultati pessimi. Credo nell’amore e nelle sue positività, nella forza che sprigiona e nelle nuance in cui si stempera nella sua evoluzione. Ma soprattutto nelle pennellate, nei continui ritocchi che debbono essere apposti con ferma delicatezza affinché l'acquerello sia unico, irripetibile e resistente alle intemperie. So cosa mi stai per dire, che la guache pur bella che sia, prima o poi si decolora, stinge e tutto diventa una chiazza informe ….e addio al secchio. E io ti rispondo che ciò accade quando gli attori non sono artisti, cioè non ci mettono impegno, non usano i pennelli giusti. Niente si crea dal niente. Poi sui vincoli, il dar conto a qualcuno …penso che non pesino laddove c’è condivisione sincera e paritaria ..e poi, per fare una battuta, ti cito Irma la dolce: “ a chi piace fare il cane randagio? devi appartenere a qualcuno, anche se ti dà una pedata ogni tanto”.

Oddio, quello fa sul serio, sta venendo qui. No, non me la sento. No amica mia, lo lascio a te. Magari è il tipo che finalmente ti mette il pennello in mano…per dipingere! A presto e grazie per il caffè e la compagnia. 

 

 

 

 

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✍️ armi in pugno

Quel tizio all’ultimo tavolino, verso la strada, lo vedi? Non smette di fissarti, hai fatto colpo amica mia! Così, a distanza, sembra un pò attempato e non molto gagliardo, insomma uno qualunque, niente di particolare. Che ne pensi? Si lo so sono incorreggibile, è più forte di me. Quando vedo un paio di pantaloni non posso fare a meno di soppesare e valutare, l’insieme e i vantaggi da un eventuale abboccamento. Cara mia, non so perché ti ostini a perseguire strade ormai logore, inutili e faticose. Metti a frutto, invece, il gran dono che ci ha fatto il padreterno: basta semplicemente volerlo, e dagli uomini puoi ottenere ciò che vuoi. E farne ciò che vuoi. No, te lo leggo nel pensiero, non sono puttana, sono semplicemente realista e cerco di fare il mio bene, di volermi bene. Sul serio, senza dipendenze o vincoli, e senza sprechi di risorse. Tanto l’amore, cui tu tendi sempre e comunque, è una truffa, come tante altre cose su questa terra, e che ti piaccia o no più prima che poi finisce, e ti trovi con un mucchio di incombenze, responsabilità e catene. Insomma ti trovi fottuta, in tutti i sensi, e per cosa? Alla fine della fiera ti ritrovi vecchia, sfiancata, infelice e con un pugno di mosche. Vuoi un altro caffè?

Ecco, ecco pare che si decida. Sta parlottando con l’amico, che non è malvagio anche se c’è qualcosa in lui che non mi piace affatto. Speriamo si decida presto, con questo caldo mi sa che tra poco dovremo sloggiare, e trovare frescura da qualche parte. Che dici se facessimo un blitz al mare? Hai il ciclo? Porca….vabbè… e se andassimo a casa mia? È refrigerata a puntino, e potremo stravaccarci a parlare e guardare la TV.. a meno di piacevoli imprevisti!

Che stavo dicendo, ah!…guarda me, da quando ho deciso di prendere le redini della mia vita, senza farmi incastrare dall’amore, ho vissuto alla grande. Ho scelto con cura tutti gli uomini che ho deciso di avere, e di trarre il massimo vantaggio da ciascuno di loro senza mai cedere ai sentimenti. E non me ne pento. Ho usato come si deve le armi che il padreterno ci ha donato, e ho dominato e domato. Senza mai sprecarle, o sprecare un colpo. Le illuse come te invece, quelle che come te cedono alle lusinghe infide della passione e sparano solo a salve, poi si ritrovano a sfornare figli e pulire calzini per tutta la vita.

Ecco s’è alzato… sta venendo qui, e continua a fissarti. Si, non c’è dubbio gli piaci. Certo lui non è proprio il massimo e poi è anche anzianotto…però nel complesso non è da buttare. Sorella…mi raccomando, sii compunta ma non ostile, non essere rude…fallo abboccare all’amo, non ci vuole molto. Sai come sono gli uomini.

Ma che fai, dove vai!! Aspetta…torna indietro…e vabbè, vuoi dire che mi sacrificherò io.

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✍️ domani alla stessa ora

Stamattina, evaso dal lavoro con un banale palese pretesto, mi sono messo a bighellonare senza meta.  Immerso in una vivificante spensieratezza, in una beatitudine di leggerezza e potenza che solo in gioventù trova la sua apoteosi. Vagavo, sospinto da una brezza fresca e voluttuosa, nel mentre attendevo senza ansia e preoccupazione alcuna gli errori che certamente avrei commesso in quel giorno. Impedendo, una volta tanto e senza nessuna fatica, a quelli commessi nel passato, una vera infinità, di sprizzare  angosce e  sensi di colpa. 

Ecco, mi trovavo in questo stato d’animo quando, da un vicolo, su una bicicletta gialla, mi appare una bellezza celestiale. E il cuore, che credevo ormai vizzo, esplode contraddicendomi, dispettoso e più vivo che mai.

Vecchio mio, senza pensarci sopra nemmeno mezza volta, mi sono messo a seguirla e…eccomi qui, dove ti ho ritrovato per pura fortunata coincidenza….quanto tempo è passato? una vita, affascinato da quegli occhi e quei teneri baffetti che le ha dipinto il caffellatte, nella speranza di rabberciare coraggio per poterla avvicinare. Vuoi altro? Qui fanno croissant fantastici. Si, lo so hai ragione, per lei sono trasparente. Non esisto. Meglio mettersi il cuore in pace. 

Ma sai che ti dico, al diavolo l’orgoglio. Non me ne importa nulla di fare una brutta figura, e di avere una bella porta di legno massiccio in faccia. Io ci provo, hai visto mai? Sai come sono le donne.

Incontriamoci domani alla stessa ora, ti farò sapere. Adesso però vai, in fretta e senza girarti. 

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