IMG_0286Napoli, marzo 2016

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Napoli, oggi

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Napoli (posillipo), dicembre 2015

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Villa Maledetta, baia della gaiola, posillipo-Napoli ottobre 2014

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Storie

✍ Lido Pola

Unknown

Agili e dinoccolate, seppur tozze, le dita dell’ex sergente di colore Smith riescono a cavare da quei tasti un suono dal timbro pulito, armonico. Il vecchio pianoforte a coda alita “moonlight serenade” con tutta la corposità di cui è capace, creando quell’atmosfera essenziale, magica grazie alla quale i sentimenti degli astanti riescono a volare oltre, toccando il cielo dell’amore, fosse anche solo per una notte o per un’ora.

Franco Blasich, elegantissimo, fuma con voluttà una sigaretta americana, serrando tra le labbra un pregiato bocchino d’avorio. Appoggiato con un gomito sulla balaustra della terrazza a mare, cui volge le spalle, osserva compiaciuto il risultato dei suoi sforzi, dei suoi sacrifici. Premio meritato alle tribolazioni belliche che l’hanno catapultato dall’Istria nel rione Cocchia di Bagnoli, posto di cui ignorava persino l’esistenza.

Il Lido Ristorante Pola, da quando è passato sotto la sua gestione, è ritornato agli antichi splendori. Sia come ristorante che come punto di riferimento per bagnanti esigenti. Protetto da presso da Nisida e, alle spalle, dal costone di Posillipo, il Lido occupa il capo est del golfo di Pozzuoli, proprio appetto Bacoli. Un arenile a ferro di cavallo a dir poco spettacolare. A dispetto dalla fabbrica di acidi, cemento e amianto che, a pochi metri dal promontorio orientale, sputa continuamente nell’aria polveri e fumi puteolenti, e piscia nel mare veleni sconosciuti.

La luna, sedotta da Glenn Miller, si specchia vanitosa e compiaciuta proprio davanti alla terrazza. Ruffiana essenziale dell’incantesimo, già orchestrato dal Maestro, che offusca i sensi dell’umana gente. Franco, alticcio e felice, sta per rientrare nel locale quando l’urlo di una sirena del mostro accanto lo rabbuia, prostrandolo in un brutto presagio.

Il vento ulula ed imperversa. Spazzando via i rifiuti accumulati dal tempo e dai poveri cristi che, per poco o per molto, hanno trovato e trovano rifugio tra le macerie del Lido Pola. Crollato sotto i cinici e feroci colpi dell’inquinamento e della spietata speculazione edilizia. Ed astutamente lasciato marcire in attesa che possa essere svenduto, in complessi e illeciti giochi di mani e interessi, chissà per quali scopi. Certo non per la pubblica utilità. Come del resto l’intera area.

Eddy, Greta, Roberto, Francesca, Anna, Renato, Tommy , Gigi, Micky, Gianni e Leo bivaccano da giorni sull’impiantito, ora squassato, dove i camerieri svolazzavano fra i tavoli e le coppie piroettavano alla ricerca di un momento di complicità. Il Lido Pola è “occupato” , preso in pugno da un pugno di giovani coraggiosi che vogliono restituirlo alla legalità, alla gente, al quartiere. Lo hanno già fatto per altre strutture, pur tra mille difficoltà ed intimidazioni. E lo faranno ancora. Se le loro fila si ingrosseranno, se la gente li appoggerà, se non molleranno, se resisteranno alle sirene degli inganni e dei soldi, tutto potrà essere messo in discussione. Persino le imposizioni inoppugnabili di finte democrazie, la giungla di leggi settarie e di parte e le complicità equivoche.

Una scintilla si è accesa, dunque. E se diventerà fuoco potrà scardinare, finalmente, le mani sulla città. 

 

✡ il racconto è opera di fantasia, nomi citati compresi. l'occupazione del lido Pola, invece,è reale ed in atto.
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