✍ Senza traccia

La spiaggia è molto bella. Bianca, sottile, deserta. E la baia altrettanto. Mare azzurro-verde, placido e leggera brezza che accarezza il promontorio.

 

Cammino a piedi nudi lasciandomi trasportare dalle folate salate e dal fruscio del mare. Il sole ormai all’orizzonte emana una calda e soffusa luce rossa. Che s’infila nel mare dipingendo infiniti nastri ondulati arancione.

 

Intorno a me noto molte orme, di varia dimensione. E in ogni orma c’è un nome. Alcuni li conosco. Tutta la spiaggia è un’enorme testimonianza di un passaggio. Raggiungo il promontorio e mi piazzo sul punto più alto. La brezza si sta intensificando. Da soffio gradevole a raffica fredda e pungente. La sabbia si solleva in miriadi di covoni dorati. Non può opporsi. Quei nomi non esistono più. Non è durato molto il loro ricordo.

 

✭ ogni riferimento a persone o fatti è puramente casuale

Aprile

Prossima la sua fine. Prossima, e si sente nell’aria, la vera primavera e forse anche un inizio d’estate.

E’ stato un mese abbastanza positivo, nonostante le pioggerelle insistenti e punte di fresco. Il vento sembra essere girato, e si procede in fretta.

Esistono delle festività, delle ricorrenze che prima o poi saranno cancellate dalla dittatura mediatica e dai nuovi fascisti in camicia verde. Probabilmente in qualsiasi altro paese al mondo questa accozzaglia di beceri, ignoranti, egoisti e razzisti, sarebbe stata sciolta entro pochi mesi dalla sua formazione. Ma in Italia tutto è lecito e possibile.

Il sommo Luca Zaia, neo Governatore (che parolone, eh ..?)del Veneto  ha dichiarato, riferendosi all’ANPI (l’associazione dei partigiani che hanno contribuito col sangue alla cacciata dei nazi-fascisti) in occasione della festa del 25 Aprile (Liberazione): ” Sono come i vietcong, bisogna avvertirli che la guerra è finita da 65 anni, visto che ad ogni 25 aprile continuano a scatenare polemiche”. Inoltre ha aggiunto: ” Il 25 Aprile per gli italiani e i veneti (che fanno parte di un’altro ordinamento sociale), è giorno di scampagnate nel verde”

Nessuno ha replicato per, come si dice dalle mie parti, mollargli  “una cucchiarata di fraveca in bocca” e farlo tacere. In particolare brilla l’assenza completa del Capo dello Stato. Che fa? Dov’è ? Esiste? Ed esiste uno Stato?

Erano alcuni giapponesi, fedeli fino alla morte all’imperatore e alla causa, che non si accorsero che la guerra era finita e furono ritrovati sperduti ed isolati in alcune isole del Pacifico anche diversi anni dopo la fine della guerra. I vietcong hanno fatto quel che dovevano fare, la guerra all’invasore americano tentando di riprendersi la loro sovranità. Nell’ANPI militarono tantissimi comunisti che, come altri, combatterono per la libertà con la vita. Ma , è ovvio per Zaia e per mezza Italia(Nord) che la pensa come lui o ne è plagiata, essendo comunisti vanno proscritti. Vanno eliminati. Cancellando persino la memoria di un fatto storico. Meglio, appunto, invitare a farsi il pic-nic, abboffandosi nell’erba, e non pensare, nemmeno per un secondo, a cosa significa questa ricorrenza e , men che mai, agli odiati e pericolosi comunisti. Mangiate, bevete, fottete e fottetevene.

Come se non bastasse, anche l’inutile Cicchitto ha voluto dire la sua : ” La vera liberazione l’hanno fatta gli americani”. Gli americani si sono precipitati in Europa per fare affari, come hanno fatto in Iraq, Afghanistan e  Vietnam. Non certo per altruismo o amore della libertà. E, per la verità, li hanno fatti anche molto bene (i loro affari).

Quindi, il 25 aprile prima o poi sarà cancellato. Poi tocca sicuramente al 1 maggio. Festa comunista per eccellenza. Festa operaia per antonomasia. Tutte quelle bandiere rosse, anche se sbiadite assai, danno fastidio. Insomma una festa anacronistica, perché giustamente il rosso è un colore in estinzione così come l’interesse degli operai (chissenefrega). Nero e verde sono i colori di moda. Nero e verde sono il futuro, sono i colori della libertà.

Rose rosse

Da Codognè, sputo (in senso buono, equivalente di molto piccolo)  di 5000 anime a 37 km da Treviso, arriva una notizia apparentemente insignificante. Il sindaco, leghista naturalmente, ha deciso di far estirpare un migliaio di rose rosse (colore proibito) piantate negli ultimi dieci anni dalla amministrazione precedente di centro-sinistra (altro lemma disgustoso). E di sostituirle con sassi del Piave. Nelle aiuole non più rose ma sassi. La motivazione ? La manutenzione delle rose costa ma, soprattutto, le loro spine sono potenziali portatrici di infezioni in caso di caduta accidentale sui roseti. Sui sassi, invece, le cadute sono senza pericolo, perché sono sassi santi del mitico Piave.

Quando uno stupido comanda, e nel nostro povero paese ormai è questa la categoria che ha potere decisionale, si sente investito del potere e deve a tutti i costi far vedere che l’esercita, la sua frustrazione (perché dentro di sé, sa perfettamente di essere un cretino) lo conduce ad estrinsecare atti insulsi e vessatori, spesso anche maligni e pericolosi. Ad esempio è a tutti arcinota la cattiveria con cui l’impiegato dietro lo sportello, esercitando in quel momento il suo microscopico potere ed essendo frustrato perché cretino e viceversa, si diverte a far aspettare, a cincischiare, a  cavillare su ogni sciocchezza pur di respingere l’incartamento o il dispaccio. Insomma a trovare il pelo nell’uovo.  Glielo si legge negli occhi che, in questi individui , più che mai non mentono.

L’ Alta Italia è perduta, per sempre. Sempre più in basso, sempre più bolsa. Sarà anche economicamente forte e ricca ma, ad oggi, straripa di cretini. Non so come le persone normali, dotate di uno standard intellettivo nella media non provino vergogna ad appartenere a questa etnìa. Non provino vergogna ad essere rappresentati da imbecilli, incolti,  beceri e trappani.

Per carità non è che il Sud stia tanto meglio ma almeno il retaggio storico e culturale , sebbene miriadi di cretini sono da anni intenti con accanimento a scolorirlo con tutti i mezzi , fa ancora la sua parte.